
Se stai cercando di progettare un corso di formazione, c’è un errore che rischi di fare quasi subito:
👉 partire dai contenuti.
Slide.
Moduli.
Lezioni.
Tutto molto ordinato.
Ma, nella maggior parte dei casi, anche completamente inutile.
Perché?
Perché stai progettando la formazione nel modo sbagliato.
Ogni mese centinaia di persone cercano su Google frasi come:
progettazione formazione
come progettare la formazione
progettazione della formazione
progettazione didattica
come creare corsi online
E quasi sempre trovano definizioni vecchie.
Roba costruita attorno a un’idea di formazione che oggi, nel mercato reale, non regge più.
Perché un corso non funziona solo se “spiega bene”. Funziona se accompagna una persona da un punto A a un punto B senza farla perdere per strada.
Oggi, per progettare un corso di formazione, ti conviene partire da 3 domande molto più concrete:
1. Qual è la trasformazione che la persona otterrà partecipando a questo percorso?
2. Quali sono gli step graduali con cui ci arriverà?
3. In che modo, e con quali strumenti interattivi, terrai alta l’attenzione dall’inizio alla fine?
Su questo punto sono andato più a fondo qui in questa guida:
Progettazione Didattica Interattiva: L'arte di Coinvolgere gli Iscritti!
La progettazione dei corsi di formazione coinvolgenti ha sempre questa struttura.
Sempre.
Errore classico:
👉 “cosa metto dentro?”
Domanda corretta:
👉 “chi diventa questa persona dopo averlo frequentato?”
Perché finché pensi ai contenuti, riempi un programma. Quando pensi al risultato, progetti qualcosa di decisamente più utile.
Mettiamo che tu sia un fotografo e vuoi creare un’entrata extra insegnando ciò che sai fare.
Un conto è fare la solita locandina:
❌ “Corso Base di Fotografia”
Generica.
Fredda.
E soprattutto: senza un motivo reale per iscriversi.
Un altro conto è dire:
✅ “Impara a Fotografare con lo Smartphone
Cattura momenti indimenticabili con il tuo smartphone, senza filtri e senza perdere ore in post-produzione”
Qui succede qualcosa di diverso.
Il risultato è:
più specifico
più concreto
più vicino alla vita reale
E soprattutto più desiderabile.
Perché nel primo caso stai vendendo informazione a un piccolo gruppo di curiosi.
Nel secondo stai vendendo un beneficio concreto a un pubblico molto più ampio.
Perché?
tutti hanno uno smartphone;
una buona parte vorrebbe fare foto migliori;
quasi nessuno vuole diventare “fotografo”.
Se non riesci a individuare un risultato desiderato da un numero abbastanza ragionevole di possibili partecipanti, il tuo progetto formativo parte già zoppo.
Anche se è fatto bene ed è pieno di contenuti validi.
La progettazione della formazione spesso inizia da qui.
Tenendo a mente il suo iscritto ideale.
Una persona che sta affrontando un problema ben definito, in una fase precisa della sua vita e sta cercando una soluzione ad esso.
Tempo fa parlavo con un insegnante di chitarra.
Mi disse:
👉 “Io insegno a suonare la chitarra a chi vuole impararla. Che problema vuoi che abbia?”
Ed è esattamente questo il punto.
Questo approccio può funzionare se fai lezioni private nel tuo quartiere. Ma non funziona quando vuoi progettare la formazione in modo scalabile, coinvolgente, soprattutto online.
Perché:
👉 “chi vuole imparare la chitarra” è un potenziale target ma non è detto che compri.
Così abbiamo fatto un lavoro diverso.
Siamo andati a vedere quali problemi risolve davvero. E lì si è aperto un mondo.
Lo stesso insegnante di musica si è meravigliato nello scoprire quanti progetti formativi diversi poteva creare:
Imparare a suonare la loro canzone del cuore prima del matrimonio, senza fare figuracce davanti agli invitati e senza mesi di studio.
Riuscire a suonare e cantare insieme senza andare fuori tempo, perché appena provano a fare entrambe le cose… si bloccano.
Non riescono a fare il barré (es. FA maggiore): le dita fanno male, la corda non suona e dopo 3 tentativi mollano.
Passare dalla chitarra classica a quella elettrica senza sentirsi principianti di nuovo. Perché cambiano tecnica, suono, approccio… e si sentono persi.
Superare la vergogna di suonare davanti agli altri, anche solo davanti a 2 amici, senza tremare o dimenticare tutto.
Riprendere a suonare dopo anni senza dover ricominciare da zero, recuperando velocemente manualità e sicurezza.
Imparare a suonare in 10–15 minuti al giorno, senza sentirsi in colpa perché “non hanno tempo”.
Insegnare ai figli le basi della chitarra in modo semplice e divertente, senza trasformare tutto in una lezione noiosa.
Capire finalmente il ritmo (strumming) senza andare a caso, perché è lì che si blocca il 90% dei principianti.
E cosi via.
Capisci cosa cambia?
Siamo passati dall'insegnare uno strumento a risolvere problemi reali di chi lo suona o vorrebbe imparare a farlo (per motivi diversi).
Qui molti sbagliano.
Pensano:
modulo 1
modulo 2
modulo 3
Invece NO.
Devi costruire passaggi inevitabili.
Ogni step deve essere:
👉 necessario
👉 sequenziale
👉 irreversibile
Questa è vera progettazione di corsi di formazione.
Torniamo all’insegnante di chitarra.
Se struttura il corso così:
Modulo 1: accordi
Modulo 2: ritmo
Modulo 3: canzoni
sta solo dividendo degli argomenti.
Sembra ordinato. Ma non sta ancora progettando un percorso.
Se invece lo costruisce così:
Step 1: riuscire a cambiare 3 accordi senza interrompersi
Step 2: mantenere il ritmo per 1 minuto senza fermarsi
Step 3: suonare una canzone completa dall’inizio alla fine
allora cambia tutto.
Perché ogni step:
prepara il successivo
non può essere saltato
porta a un piccolo risultato reale
E soprattutto:
chi arriva allo Step 3 non è più la stessa persona dello Step 1.
Questo è il punto: vedila come se stessi progettando un’evoluzione.
Un corso per essere coinvolgente l'iscritto deve viverlo.
Ecco perché è importante progettare la formazione in modo interattivo.
Pensando sempre a cosa faranno di concreto e con quali strumenti per superare uno step e passare al successivo.
Torniamo sempre all’insegnante di chitarra.
Se volesse rendere interattivo il percorso, per fargli raggiungere:
Step 1: cambiare 3 accordi senza interrompersi.
Step 2: mantenere il ritmo per 1 minuto.
Potrebbe progettare un esperienza interattiva partendo così:
Giorno 1 – Primo approccio
scegli 3 accordi (es. DO – SOL – LAm)
prova a passarli lentamente
registra un audio di 30 secondi
👉 obiettivo: prendere consapevolezza.
Giorno 2 – Osservazione guidata
riascolta l’audio
individua dove ti blocchi (cambio lento, corda muta, posizione dita, ripassa la checklist che ti ho fornito per capirlo)
rifai l’esercizio almeno 2 volte
👉 obiettivo: capire da solo i tuoi margini di miglioramento
Giorno 3 – Correzione mirata
registrati in video mentre cambi gli accordi
invia il video
ricevi un feedback preciso (es. “il problema è il dito anulare in ritardo”)
👉 obiettivo: correggere un errore specifico
Giorno 4 – Ripetizione intelligente
rifai l’esercizio concentrandoti solo su quell’errore
5 tentativi da 20 secondi
pausa tra un tentativo e l’altro
👉 obiettivo: migliorare un singolo punto (non tutto insieme)
Giorno 5 – Primo mini risultato
prova a fare 30 secondi senza fermarti
anche lentamente
👉 obiettivo: continuità, non velocità
Giorno 6 – Introduzione al ritmo
aggiungi uno strumming semplice (su/giù base)
prova per 30–40 secondi
👉 obiettivo: iniziare a coordinare mano destra e sinistra
Giorno 7 – Test reale
prova a suonare per 1 minuto continuo
registrati
confronta con il giorno 1
👉 obiettivo: vedere il cambiamento
Ovviamente l'ho fatta semplice. Si può fare molto meglio di così.
Ma il mio obiettivo è farti toccare con mano l'immensa differenza:
tra un corso interattivo ad alto tasso di coinvolgimento;
e un corso vecchio stile con lunghe, interminabili e noiosissime ore di inutili lezioni teoriche.
Più che errori tecnici, questi sono errori di approccio dettati dall'inesperienza:
La strada migliore per ritrovarti con un ricco corso pieno di lezioni ma vuoto di iscritti.
Strategia perfetta, se vuoi essere considerato uguale agli altri.
Questo va fatto prima di iniziare a scrivere e registrare.
Nel nostro laboratorio P.O.P.S. questa è ormai la prassi. Proprio per evitare di perdere mesi di tempo a produrre un corso che poi nessuno vuole acquistare.
Su questo punto molti fanno confusione.
Per questo ci tengo a chiarirlo:
creare un corso significa produrre i contenuti necessari per pubblicarlo;
progettare un corso di formazione interattivo significa disegnare un sistema che sai già andrà a buon fine.
Rileggi più volte questi due punti fino a quando non ti è chiara la differenza.
Perché la progettazione della formazione determina:
valore
prezzo
risultati
vendibilità
La creazione dovrebbe essere solo la conseguenza di una progettazione ben eseguita.
Se non mi conosci ancora mi presento:
mi chiamo Cosimo Melle, sono Instructional Designer e negli ultimi 16 anni ho progettato, creato e venduto oltre 179 corsi e percorsi formativi.
All’inizio facevo come fanno tutti:
Definizione dell'obiettivo.
Creazione delle slide.
Erogazione.
Poi guardavo i risultati.
E qualcosa non tornava.
Sentivo che si poteva ottenere molto più coinvolgimento.
Ed è così che ho iniziato a progettare interazione nei miei corsi: quiz, premi, checklist, template, gruppi di lavoro e tanto altro.
Ogni lezione o modulo aveva la sua buona dose di interazione e coinvolgimento.
Ed è successo qualcosa di magico:
ai miei corsi la frequenza aumentava;
gli iscritti ottenevano risultati in meno tempo;
il valore percepito di questa formazione era sempre più alto.
Quella stessa interazione ho poi iniziato ad inserirla anche nei processi di vendita con quiz funnel, sfide, workshop interattivi, gamification e molto altro.
In un periodo in cui la soglia dell'attenzione dell'essere umano è pari a ... meglio non commentare ... la chiave di tutto è riuscire a coinvolgere e mantenere il più a lungo tempo possibile l'interesse.
Per questo è nato quello che ho poi ribattezzato con il nome di Metodo P.O.P.S.
Lo strumento che utilizzo ancora oggi per progettare, creare e vendere i miei corsi e quelli dei miei clienti.
Progettare un corso di formazione coinvolgente e interattivo richiede un cambio di mentalità.
Ti chiede di vedere i tuoi corsi non come "contenuti da assemblare" bensì come ASSET da costruire.
Se vuoi approfondire come funziona la progettazione didattica, clicca qui e vai alla guida completa.
Se vuoi progettare, creare e vendere un corso online interattivo (senza perdere mesi in tentativi inutili):
👉 Prenotati per il prossimo Laboratorio P.O.P.S.
Scopri quando parte e se ci sono posti disponibili.
Se il tuo corso non coinvolge, non vende.
La Newsletter di Cosimo Melle.
Ogni primo sabato del mese, ricevi idee e
strutture per creare corsi travolgenti.